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 Eduardo De Filippo : Biografia , poesie , aforismi

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MessaggioOggetto: Eduardo De Filippo : Biografia , poesie , aforismi   2014-10-24, 11:53

Eduardo De Filippo : Biografia , poesie , aforismi


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Grande commediografo e attore di vaglia Eduardo De Filippo nacque il 24 maggio 1900 a Napoli, in via Giovanni Bausan, da Luisa De Filippo e da Eduardo Scarpetta. Al pari dei fratelli cominciò ben presto a calcare le tavole del palcoscenico: il suo debutto avvenne alla verde età di quattro anni al teatro Valle di Roma, nel coro della rappresentazione di una operetta scritta dal padre.

Dopo quella prima breve esperienza prese parte ad altre rappresentazioni sia come comparsa, sia rivestendo altre piccole parti.



A soli undici anni, per il suo carattere un po' turbolento e per la scarsa propensione agli studi, venne messo nel collegio Chierchia di Napoli. Ma ciò non servì a farlo riappacificare con le istituzioni scolastiche, per cui solo due anni dopo, quando era al ginnasio, interruppe gli studi.

Continuò la sua istruzione sotto la guida del padre Eduardo che lo costringeva per due ore al giorno a leggere e ricopiare testi teatrali non disdegnando, quando capitava l'occasione, di prendere parte a lavori teatrali nei quali dimostrava una innata bravura, in modo particolare per il repertorio farsesco.

All'età di quattordici anni entrò nella compagnia di Vincenzo Scarpetta, nella quale recitò ininterrottamente per circa otto anni. In questa compagnia teatrale Eduardo fece di tutto, a cominciare dal servo di scena, all'attrezzista, al suggeritore, al trovarobe, fino a quando nel 1920 non s'impose per le sue doti recitative nei ruoli di comico primario e per la sua spiccata propensione all'inventiva. E' datato 1920 il suo primo atto unico pubblicato: "Farmacia di turno".

Il suo impegno artistico era tale e tanto che anche durante il servizio militare Eduardo, nelle ore libere, si recava in teatro a recitare. Finito il servizio militare nel 1922 Eduardo De Filippo lasciò la compagnia di Vincenzo Scarpetta passando a quella di Francesco Corbinci, con il quale esordì al teatro Partenope di via Foria a Napoli con Surriento gentile di Enzo Lucio Murolo; fu in questo lavoro che Eduardo si cimentò per la prima volta in una regia impegnata. Nel 1922 scrisse e diresse un altro suo lavoro teatrale, "Uomo e galantuomo". Lasciata la compagnia di Francesco Corbinci ritornò nella compagnia di Vincenzo Scarpetta nella quale rimase fino al 1930. In questo periodo conobbe e sposò Doroty Pennington una americana in vacanza in Italia e recitò anche in altre compagnie come quella di Michele Galdieri e di Cariniù Falconi; nel 1929 con lo pseudonimo di Tricot scrisse l'atto unico "Sik Sik l'artefice magico".

Nel 1931 con la sorella Titina ed il fratello Peppino formò la compagnia del Teatro Umoristico, debuttando al teatro Kursaal il 25 dicembre con il capolavoro "Natale in casa Cupiello" che all'epoca era solo un atto unico.

Rimase a capo di questa compagnia fino al 1944 riscuotendo ovunque successi e consensi, diventando inoltre una vera e propria icona di Napoli. Eduardo De Filippo muore il 31 ottobre 1984 nella clinica romana Villa Stuart dove era stato ricoverato pochi giorni prima. La sua eredità artistica è stata portata avanti degnamente dal figlio Luca.fonte
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MessaggioOggetto: Si t''o sapesse dicere , Eduardo de Filippo   2014-10-24, 11:56

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Si t''o sapesse dicere

Ah... si putesse dicere
chello c' 'o core dice;
quanto sarria felice
si t' 'o sapesse dì!

E si putisse sèntere
chello c' 'o core sente,
dicisse: "Eternamente
voglio restà cu te!"

Ma 'o core sape scrivere?
'O core è analfabeta,
è comm'a nu pùeta
ca nun sape cantà.

Se mbroglia... sposta 'e vvirgule...
nu punto ammirativo...
mette nu congiuntivo
addò nun nce 'adda stà...

E tu c' 'o staje a ssèntere
te mbruoglie appriess' a isso,
comme succede spisso...
E addio Felicità!

traduzione
Ah se ti potessi dire
quello che il cuore dice
quanto sarei felice
se te lo sapessi dire

e se potessi sentire
quello che il cuore sente
diresti: "Eternamente
voglio restar con te".

Ma il cuore sa scrivere?
Il cuore è analfabeta.
E' come un poeta
che non sa cantare.

Si imbroglia sposta le virgole
un punto esclamativo
mette un congiuntivo
dove non ci deve stare.

E tu che lo ascolti
ti imbrogli assieme a lui...
e addio felicità!
Eduardo de Filippo
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MessaggioOggetto: 'A gente (1949) , Eduardo De Filippo   2014-10-24, 18:52

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'A gente (1949)


'A ggente ca me vede mmiez' 'a via
me guarda nfaccia e ride. Ride e passa.
Le vene ammente na cummedia mia,
se ricorda ch'e' comica, e se spassa.
 Redite pe' cient'anne! Sulamente,
v' 'o vvoglio di' pe' scrupolo 'e cuscienza:
io scrivo 'e fatte comiche d' 'a ggente...
E a ridere, truvate cunvenienza?
 ...Nun credo

Eduardo De Filippo

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MessaggioOggetto: Si t'o sapesse dicere , Eduardo De Filippo   2014-10-24, 19:01



Si T'o Sapesse Dicere

Ah… si putesse dicere
Chell' c'o core dice
Quant' sarria felice
Si t' o sapesse di'
E si putesse sentere
Chell' che 'o core sente
Dicisse eternamente
Voglio resta' cu te'

Ma 'o core sape scrivere
'O core e' analfabeta
E' comm' a nu' pueta
Ca nun sape canta'
Se 'mbrogia sposta e vvirgole
Nu punto ammirativo
Mette nu' cungiuntivo
Addo nun 'nce adda sta'
E tu che o staje a sentere
Te 'mbruoglie appriesso a isso
Comme succede spisso,e addio felicita'


(E. De Filippo)
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MessaggioOggetto: Eduardo De Filippo. La foto-story nel trentennale della scomparsa - foto    2014-10-24, 19:13

Eduardo De Filippo. La foto-story nel trentennale della scomparsa




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"Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri, nella vita, recitano male" (Eduardo De Filippo) - Foto Ansa

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Graffiti dedicati ad Eduardo sulle saracinesche del Teatro San Ferdinando (Napoli, 16 Ottobre 2014) - Foto Ansa

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Eduardo al Teatro Quirino di Roma (1979) - Foto Ansa

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Eduardo con i fratelli attori Peppino e Titina De Filippo

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Eduardo e Peppino De Filippo in una foto di scena del film ''Non ti pago'' (1942) - Foto Ansa

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Eduardo con l'amico Totò


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Incontro tra due grandi del teatro: Eduardo e Carmelo Bene

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Eduardo in scena con il figlio Luca De Filippo - Foto Ansa

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Eduardo con Vittorio Gassman e Marcello Mastroianni

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Eduardo con Anna Magnani, per la quale scrisse la poesia "Anna"

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Eduardo con Domenico Modugno

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Eduardo al Teatro Quirino di Roma (1979) - Foto Ansa

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Eduardo con Pupella Maggio (1977) - Foto Ansa



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Eduardo con l'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini (Roma, 6 ottobre 1981) - Foto Ansa

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Eduardo De Filippo - Foto Ansa

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Istantanea dalla mostra "Eduardo, luoghi, vita, opere" (San Giovanni Maggiore, Napoli, maggio 2014) - Foto Ansa




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MessaggioOggetto: 'O Mare (1968) , Eduardo De Filippo    2014-10-25, 15:01

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O mare fa paura
Accussì dice 'a ggente
guardanno 'o mare calmo,
calmo cumme na tavula.
E dice 'o stesso pure
dint' 'e gghiurnate 'e vierno
quanno 'o mare
s'aiza,
e l'onne saglieno
primm' a palazz' 'e casa
e pò a muntagne.
Vergine santa...
scanza 'e figlie 'e mamma!
Certo,
pè chi se trova
cu nu mare ntempesta
e perde 'a vita,
fa pena.
e ssongo 'o primmo
a penza' ncapo a me:

Che brutta morte ha fatto
stu pover'ommo,
e che mumento triste c'ha.
Ma nun e' muorto acciso.
È muorto a mmare.
'O mare nuna cide.
'O mare è mmare,
e nun 'o sape ca te fa paura.
Io quanno 'o sento...
specialmente 'e notte
quanno vatte 'a scugliera
e caccia 'e mmane...
migliara 'e mane
e braccia
e ggamme
e spalle...
arraggiuso cumm'e'
nun se ne mporta
ca c' 'e straccia 'a scugliera
e vveco ca s' 'e ttira

e se schiaffea
e caparbio,
mperruso,
cucciuto,
'e caccia n'ata vota
e s'aiuta c' 'a capa
'e spalle
'e bracce
ch' 'e piede
e cu 'e ddenoccie
e ride
e chiagne
pecché vulesse 'o spazio pe' sfuca'...
Io quanno 'o sento,
specialmente 'e notte,
cumme stevo dicenno,
nun e' ca dico:
'O mare fa paura,
ma dico:
'O mare sta facenno 'o mare.

Eduardo De Filippo

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MessaggioOggetto: Io vulesse truvà pace , Eduardo De Filipp   2014-10-27, 12:02


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Io vulesse truva’ pace;
ma na pace senza morte.
Una,’mmiez’a tanta porte,
s’arapesse pe’ campa’!

S’arapesse na matina,
na matin”e primmavera,
arrivasse fin”a sera
senza di’ : “nzerrate lla” !

Senza sentere cchiu’ ‘a ggente
ca te dice: “io faccio…io dico”,
senza sentere l’amico
ca te vene a cunziglia’

Senza sentere ‘a famiglia
ca te dice: “Ma ch’he fatto?”
senza scennere cchiu’ a patto
cu”a cuscienza e ‘a dignita’.

Senza leggere ‘o giurnale
‘a nutizia ‘mprussiunante,
ch’e’ nu guaio pe’ tutte quante
e nun tiene che ce fa.

Senza sentere ‘o duttore
ca te spiega ‘a malatia
‘a ricetta in farmacia
l’onorario ch’he ‘a pava’

Senza sentere stu core
ca te parla ‘e Cuncettina
Rita, Brigida, Nannina…
chesta si’… chell’ata no.

Pecche’ insomma si vuo’ pace
e nun sentere cchiu’ niente
‘e ‘a spera’ ca sulamente
ven’ ‘a morte a te piglia’?

Io vulesse truva’ pace
ma ‘na pace senza morte.
Una,’mmiez’ a tanta porte
s’arapesse pe’ campa’

S’arapesse ‘na matina
‘na matina ‘e primmavera
e arrivasse fin’a sera
senza di’ “nzerrate la’!”

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MessaggioOggetto: 'A seggia (1948) - Eduardo De Filippo   2014-10-30, 16:33

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'A seggia (1948)


'A primma pazziella
ca cchiù te piace e ca te da' cchiu' gioia...
e ca pirciò t' 'a danno
...è 'a siggiulella.

Tiene n'anno
e capisce ch'e' 'a toja.
Nun parle ancora,
e pure:
guaie chi 'a tocca.

Tutt' 'a stessa mesura,
no una chiara e una scura:
songo tutte tantelle
' e ssiggiulelle
d' 'e piccerille e d' 'e piccerenelle.

Po' addeventa siggione,
po' se trasforma a sseggia;
e nun t' 'a danno cchiu':
te ll'j' a piglia'.

Ma nun songo cchiu' eguale,
nonzignore.
Ce sta chella mpagliata,
lucida 'e pulitura,
mpellicciata
e allustrata;
e chella adderittura
c' 'a spallera ndurata,
tapezzata 'e velluto.

Dint' 'a cantina
o ncopp' 'o Tribunale,
addo' s'assett' 'a Legge;
dint' a nu vascio, dint' a do' barbiere,
a Palazzo Riale,
dint'a do' pasticciere,
ce truov' 'e seggie.
E mmiez' 'e seggie, 'a seggia,
chella ca tu vulisse:
'a pazziella
d' 'e piccerille
gruosse.

Eduardo De Filippo


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